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Emilio Lussu è stato uno dei più grandi intellettuali sardi del ‘900. Nato ad Armungia, piccolo comune del Gerrei, nel 1890, durante la Grande Guerra come ufficiale di fanteria, insieme ai soldati della Brigata Sassari, diventa famoso per il suo coraggio. Nel 1919 è tra i fondatori del Partito Sardo d’Azione; deputato tra il 1921 e il 1924 e aventiniano nel 1926. Quando a Cagliari i fascisti assaltano la sua casa, si difende uccidendo uno degli assalitori. Arrestato e confinato a Lipari, fugge con Carlo Rosselli e Fausto Nitti rifugiandosi a Parigi, fondando insieme a loro il movimento antifascista Giustizia e Libertà. Nel 1943, rientrato in Italia, partecipa alla Resistenza romana. Dopo la Liberazione è ministro del governo Parri e del primo ministero De Gasperi. Deputato e senatore dal 1946 al 1968, dopo essere uscito dal PSd’Az prende la tessera del Partito Socialista. Nel 1964 confluisce nel PSIUP. Muore a Roma il 5 marzo del 1975. Lussu nel corso della sua vita, da narratore di grande spessore, ha scritto diversi libri: La catena nel 1929, appena arrivato a Parigi, Marcia su Roma e dintorni (1933), Teoria dell’insurrezione (1936), Un anno sull’altipiano, il suo capolavoro, uscito nel 1938 durante il suo esilio a Parigi, Diplomazia clandestina (1956), Sul Partito d’Azione e gli altriNote critiche (1968), Il cinghiale del diavolo (1968).

Per saperne di più leggi su wikipedia

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